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VALCALEPIO ROSSO RISERVA DOC -
San Giovannino
La vigna :
Alla riserva vengono destinate le uve con le più alte concentrazioni
zuccherine, quelle con maggiori ricchezze sia aromatiche che
polifenoliche e quelle con una produzione per unità di superficie
costantemente bassa. Generalmente i vigneti utilizzati sono quelli
posti nei comuni di Scanzorosciate e Chiuduno. Per ottenerle vi
concorrono: la giacitura dei terreni, l’esposizione dei vigneti, il
sistema di coltivazione, gli interventi colturali che prevedono
totale inerbimento (quindi nessun diserbo) e monitoraggio costante
degli attacchi parassitari al fine di ridurre al minimo i
trattamenti.
La cantina :
Merlot, prima, e Cabernet Sauvignon, più tardi, vengono vendemmiati
e vinificati separatamente con lunghe macerazioni e rimontaggi
continui. In tal modo l’estrazione è completa e consente di ottenere
vini di lunga tenuta. La maturazione avviene in piccole botti di
rovere (barriques e tonneaux) a partire dalla primavera successiva
alla vendemmia, dopo aver provveduto al taglio a freddo dei vini e
delle partite, secondo il metodo conosciuto come bordolese. Il vino
affina per almeno due anni in botte e uno in bottiglia prima della
messa in commercio.
La tavola :
Alla vista si presenta di un rosso rubino di bella intensità, con
riflessi che dal porpora virano ad un accenno di mattone con
l’andare del tempo. Al naso le sensazioni si raccolgono in un
bouquet complesso e molto persistente in cui si colgono profumi di
piccoli frutti (ribes in particolare), di prugna, di vaniglia, di
cioccolato amaro. Il gusto è etereo, dolciastro (la cessione del
legno si fa sentire) con buona e lunga percezione di frutta matura.
Si accompagna a piatti di carni con particolare predilezione per
quelli tradizionali bergamaschi in cui è d’obbligo la presenza della
polenta. Si beve in ballon ampio sui 18 gradi di temperatura. |
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VALCALEPIO BIANCO DOC -
Fabula
La vigna :
Le uve di Chardonnay in quantità predominante, e Pinot Grigio (in
percentuali minime come da disciplinare) sono la materia prima per
questo vino. Esse provengono esclusivamente da vigneti coltivati
secondo sistemi introdotti negli ultimi anni, dove a scapito della
quantità si ottiene una grande qualità. In tal modo, gestendo anche
una vendemmia di selezione effettuata in zone diverse, si ottengono
anche maturazioni omogenee che consentono raccolta e vinificazione
altrettanto tempestive.
I comuni di provenienza delle uve sono soprattutto Chiuduno e
Foresto Sparso.
La cantina :
Pressature soffici, basse rese e criomacerazione effettuata su una
parte del pigiato (tra il 20 ed il 30% della massa complessiva) sono
le pratiche che stanno alla base di una vinificazione il cui
obiettivo principale è il rispetto della freschezza e della
fragranza della materia prima. Le fermentazioni alcolica e
malolattica vengono poi completate in piccole botti di rovere dove
il vino viene posto e mantenuto per un periodo di circa otto mesi.
Una permanenza in bottiglia di circa tre mesi
prima della messa in commercio completano l’affinamento prima della
commercializzazione che avviene dopo circa un anno dalla vendemmia.
La tavola :
E’ un bianco di struttura, pieno, complesso, dal colore giallo
paglierino intenso con riflessi oro. Profumi ampi di frutta matura
(in particolare frutti tropicali) e vaniglia. Il sapore è secco ma
ha la ricca morbidezza dei tannini vellutati ceduti dal legno.
L’abbinamento ideale è con piatti a base di uova, minestre anche
saporite, carni bianche, pesce anche condito con salse dal sapore
sostenuto. Non si beve troppo freddo, tra i 14 e i 15 gradi, in ampi
bicchieri a forma di tulipano.
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VALCALEPIO MOSCATO PASSITO -
di Gandosso Doc
La vigna :
La vigna di « Moscato di Scanzo “ messa a dimora attorno alle
cantine di Gandosso, ha caratteristiche particolari, dovute
soprattutto alla natura pedologica dei terreni costituiti da calcare
in grande concentrazione. La Maturazione è tardiva rispetto alla
zona di Scanzo ed il contenuto in acidità notevolmente più
sostenuto. Tradizionale il sistema di allevamento con pergoletta
bergamasca a tralcio non troppo corto per assecondare la
predisposizione del vitigno a fruttificare meglio sulle gemme
lontane.
La cantina :
Le uve selezionate nel vigneto di « Moscato di Scanzo « del
Fontanile rimangono a passire per più di un mese in cassette di
legno, sempre tenute sotto controllo e mondate dagli acini non
perfettamente « Maturati « . Nel mese di dicembre, generalmente con
un ritardo di una settimana rispetto a quelle provenienti dalla zona
classica di Scanzo, vengono vinificate con molta cura ed attenzione.
La fermentazioneè lentissima ed il successivo affinamento del vino
prevede il passaggio in una percentuale tra il 20 ed il 30% del
totale in piccole botti di ciliegio.
La tavola :
Colore intenso con riflessi granati. I profumi freschi e floreali di
lunga persistenza, in ciò supportati e rinvigoriti da un piacevole
tenore di acidità. Salvia sclarea, chiodi di garofano, rosa canina,
frutta secca e confettura sono alcuni dei sentori più evidenti. In
bocca risulta pieno e struturato, fresco e serbevole con note
inconfondibilmente legate al profilo aromatico del vitigno. Si serve
tra i 14 ed i 16 gradi in bicchieri adatti ai vini da meditazione. |
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TALLARINI BRUT -
Spumante Metodo
Classico
La vigna :
Nasce dall’uvaggio classico e prestigioso per questo tipo di vino:
chardonnay, pinot bianco e pinot nero, in parti grosso modo
paritarie. La presenza del pinot nero, piantato appositamente per la
vinificazione in bianco per base spumante, caratterizza questo
prodotto. La buona concentrazione acida ceduta dai terreni attorno
all’az. Agr. Tallarini sono una delle prerogative essenziali di
questo vino.
La cantina :
Pressature soffici e fermentazioni a temperatura controllata sono le
prerogative per sviluppare al meglio i profumi e le note
organolettiche ottimali ad ottenere grandi risultati attraverso la
rifermentazione in bottiglia. Essa è molto lunga e si protrae per
almeno 24 mesi. Il dosaggio finale è minimo, la liqueur tenuta
volutamente sfumata, perché lo spumante sia secco e soprattutto
esprima le tipicità di partenza dovute ai vitigni di ed al
“terroir“.
La tavola :
Finissime e diritte sono le bollicine che salgono e persistono nel
bicchiere (una flùte naturalmente, alta ma non troppo stretta).
Rigoroso il bouquet, che si apre con sensazioni fruttate (mela
golden su tutto) e chiude con note fragranti (sottile crosta di
pane). Il gusto secco, sferzante, fresco, comprende note aromatiche
che vanno ad aggiungersi a quelle cedute ad opera dei lieviti. Va
servito ad una temperatura compresa tra i 6 ed gli 8 gradi. |